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Vini Bianchi Marche

E' un verdicchio il miglior vino bianco del mondo e miglior bianco italiano : il Vigna Novali Moncaro

Qual'è il miglior vino bianco del mondo? E' un vino italiano , precisamente un Verdicchio dei Castelli di Jesi : il Verdicchio dei Castelli di Jesi Vigna Novali della Cantina Moncaro Terre Cortesi di Montecarotto , in provincia di Ancona.

Il verdetto è stato emesso dal Concours Mondiale de Bruxelles 2011 , rassegna di vini internazionali fra le più importanti al mondo  che si è tenuta ad inizio Maggio nella capitale Lussemburghese. Oltre settemila i vini di ogni parte del mondo valutate dai giurati , incaricati di assegnare le gran medaglie d'oro , le medaglie d'oro e medaglie d'argento , oltre ai premi assoluti di miglior vino bianco , miglior vino rosso , miglior vino rosé , miglior vino dolce e miglior vino spumante.

Per il Verdicchio Novali si tratta dell'ennesimo riconoscimento : un "campione del rapporto qualità/prezzo" , che ha iniziato ad evidenziarsi già ai tempi dell'ormai decaduto Banco di Assaggio di Torgiano negli anni '90 e in tempi recenti , giusto per citare una guida , ha conquistato i Tre Bicchieri della Guida ai Vini d'Italia Gambero Rosso nel 2010 e 2011. Si tratta di uno dei vini di punta della cantina Moncaro e trae il suo nome dal vigneto da cui vengono raccolte le uva , in località Castelplanio e presso , appunto , la contrada Novali.

Il Verdicchio non è nuovo a questi exploit internazionali : correva l'anno 1999 e per la prima volta un Verdicchio saltò alla ribalta delle cronache vinicole internazionali aggiudicandosi il White Wine Trophy , appunto il premio di miglior vino bianco del mondo al Concorso di Bruxelles 1999 : era il Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico Riserva Balciana , annata 1997 , dell'azienda Sartarelli di Poggio San Marcello ( curiosità : le due aziende , Moncaro e Sartarelli , distano meno di un centinaio di metri l'una dall'altra ).

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Vino Verdicchio di Matelica : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: Vino dalla storia relativamente recente: si è iniziato ad apprezzarlo solo in tempo recenti, grazie anche al traino dell'altro Verdicchio più noto, quello dei Castelli di Jesi. La valorizzazione avviene nel 1967 con l'entrata del Verdicchio di Matelica tra le denominazioni di origine controllata, con un disciplinare che ne stabiliva regole di impianto dei ceppi di vitigno, di allevamento e di vinificazione autonome. Si è voluto dividere un'ampia zona coltivata a Verdicchio per evidenziare come stessi vitigni coltivati in luoghi vicini diano sensazioni e gusti decisamente diversi. A differenza del Verdicchio dei Castelli di Jesi in questo caso non si è potuto contare sulla tradizione contadina: il vino che veniva prodotto e imbottigliato nella zona di Matelica precedentemente all'istituzione della DOC era il risultato di uvaggi volti solo a vuotare le cantine con un inevitabile calo della qualità. Oggi invece grazie al lavoro di esperti enologi e motivati produttori si è riuscito a ottenere un ottimo vino con il vero "gusto" della terra di Matelica, uscendo così dall'ombra del Verdicchio dei Castelli di Jesi.

Il vitigno: Il vino Verdicchio di Matelica deve essere prodotto in percentuale non inferiore all'85% con vitigno Verdicchio; per il restante 15% si possono utilizzare vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione nell'interno dell Regione Marche

Le zone di produzione: Comprende i comuni che si trovano a ridosso dell'alta valle dell'Esino : Camerino, Castelraimondo, Esanatoglia, Gagliole, Matelica, Pioraco, Cerreto d'Esi e Fabriano. Tipologie: Il Verdicchio di Matelica viene prodotto nelle versioni secco, spumante, riserva (minimo 25 mesi di affinamento) e passito.

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Vino Bianchello del Metauro : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: Il bianchello del Metauro prende il nome dal vitigno Biancame con cui è prodotto e dal fiume Metauro, lungo le cui rive viene coltivato. Si tratta di un vino dalla storia molto antica : Tacito ritiene addirittura che il Bianchello abbia avuto un ruolo importante durante l'invasione dei cartaginesi. Secondo lo storico latino, infatti, l'esercito di Asdrubale venne sconfitto proprio a causa del troppo vino bevuto. Per quanto riguarda i nostri giorni, l'inizio della sua valorizzazione risale al 1969 con l'ingresso tra le DOC d'Italia. Nonostante la zona nord della Regione Marche sia la meno vocata alla produzione di vino in termini di terreno, morfologia e microclima, ciò non ha impedito agli enologi locali di ottenere vini con una personalità tutta loro e non copie di altri più conosciuti. Da qualche anno a questa parte il Bianchello del Metauro è riuscito a ricavarsi una fetta di mercato abbastanza rilevante, che ha permesso alle aziende nuovi investimenti ed una conseguente crescita della qualità.

Il vitigno: Per la produzione del Bianchello del Metauro è ammesso l'utilizzo per un minimo del 95% del vitigno Bianchello (biancame), per il restante 5% può essere utilizzata malvasia toscana.

Le zone di produzione: Il Bianchello del Metauro viene prodotto in 18 comuni della provincia di Pesaro-Urbino in prossimità del corso del fiume Metauro. Le zone più vocate alla coltivazione di Bianchello sono quelle interne, fra cui ricordiamo i paesi di Fermignano, Acqualagna, Fratte Rosa, Cartoceto, Fossombrone, Isola del Piano.

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Vino Bianco Colli Pesaresi DOC : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: La denominazione DOC dei Colli Pesaresi è nata nel 1972 grazie all'impegno dei produttori locali, che volevano fortemente dare un'impronta vitivinicola al loro territorio. Nonostante non si sia in presenza di un vino dal passato molto conosciuto, recentemente si è avuta una valorizzazione grazie soprattutto alla versione rosso sangiovese. Relativamente al Rosso dei colli Pesaresi è il caso di sottolineare la singolare disputa avvenuta tra pesaresi e romagnoli per fregiare la DOC con il termine Sangiovese. Disputa che è stata vinta poi dalla provincia marchigiana grazie all'istituzione della DOC Colli Pesaresi

Il vitigno: Nella tipologia bianco viene utilizzato il Trebbiano (Albanella) per un minimo dell'85%. Il restante 15% può essere composto da vitigni a bacca bianca autorizzati alla coltivazione all'interno della Regione Marche.

Le zone di produzione: La zono di produzione dei Colli Pesaresi comprende una vasta area della provincia di Pesaro. La zona più vocata e che da prodotti più caratteristici la troviamo lungo la costa nella zona di Focara e Roncaglia. Altri comuni interessati sono Sassocorvaro, Urbino, Cagli, Pergola e Mondolfo.

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Vino Bianco Esino DOC : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: La DOC Esino è stata istituita nel 1995 , soprattutto per dare valore ai vini prodotti in questa zona che fino ad allora erano commercializzati come vini da tavola comuni. Siamo di fronte a un vino di buona qualità e dalla consolidata tradizione , nonostante la giovane età del riconoscimento " Di Origine Controllata " , perché L'Esino poggia le basi su altri vini più noti come il verdicchio di Matelica, il Verdicchio dei Castelli di Jesi e gli altri due vini rossi , il Rosso Piceno ed il Rosso Conero.

Il vitigno: Nella tipologia "Esino Bianco" il vino deve essere prodotto con vitigno verdicchio per almeno il 50%, il resto sono vitigni a bacca bianca ammessi alla coltivazione nella Regione Marche. 

Le zone di produzione: La zona di produazione del vino DOC Esino comprende tutto il territorio in Provincia di Ancona più i comuni di Apiro , Camerino , Castelraimondo, Esanatoglia , Gagliole , Pioraco , Matelica e Cingoli in provincia di Macerata.

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Vino Falerio dei Colli Ascolani : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: Il nome di questo vino ci riporta in epoca romana : la DOC prende il nome dall’antica città Faleria oggi nota come Falerone. Troviamo traccia dei vini prodotti in questa zona già nel 1596 : nel noto trattato dei vini italiani pubblicato da Andrea Bacci ci sono dettagli che parlano di vigneti e vini, anche nell’attuale tipologia vin cotto, a ridosso della città di Fermo. Il riconoscimento in epoca contemporanea arriva nel 1975 con l’entrata del Falerio dei Colli Ascolani tra le DOC italiane , poi modificata nel 1997 con l’entrata negli uvaggi di due vitigni storici ed importanti : la Passerina ed il Pecorino. Addirittura sembra che la Passerina sia riconducibile all’uva PSITHIA descritta da Virgilio.

Il vitigno: Negli uvaggi del Falerio dei Colli Ascolani possono concorrere Trebbiano toscano al 20-50%, Passerina al 10-30%, Pecorino al 10-30% , più altri a bacca bianca ammessi alla coltivazione all’interno della Regione Marche.

Le zone di produzione : Il Falerio dei Colli Ascolani viene prodotto in tutto il territorio della provincia di Ascoli Piceno con esclusione dei vigneti coltivati sopra i 700 metri s.l.m.

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Vino Verdicchio dei Castelli di Jesi : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia: È il vino per eccellenza della Regione Marche. Quando si parla di Marche nel contesto viti-vinicolo si associa subito il vino Verdicchio dei Castelli di Jesi. Vino conosciuto in tutto il mondo nell'originale quanto esclusiva bottiglia a forma di anfora, disegnata per la cantina Fazi Battaglia dall'architetto Maiocchi negli anni '50, per valorizzare oltre al vino anche bellezza e sinuosità della Regione Marche. La storia del Verdicchio dei castelli di Jesi è tuttavia caratterizzata da alti e bassi. A momenti di vigore negli anni '60, grazie all'enorme quantità esportata, hanno fatto seguito periodi di appannamento nel decennio successivo, dovuti soprattutto alla mancanza di qualità per la grande richiesta sul mercato. Ha preso poi nuovo vigore a partire dalla metà degli anni '80, grazie all'intuizione di alcune aziende che, studiando ed esaminando cloni di Verdicchio, sono riuscite ad estrarre un vino dall'enorme personalità e longevità, dando al Verdicchio dei Castelli di Jesi un'immagine duratura e consolidata nell'ambiente viti-vinicolo mondiale.

Il vitignoPer avere la denominazione Verdicchio dei Castelli di Jesi il vino deve essere prodotto con una percentuale minima di Verdicchio dell'85%. Il restante 15% può essere utilizzato da vitigni malvasia toscana o trebbiano toscano.

Le zone di produzione: Molto importanti per la distinzione fra "Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico" e semplice "Verdicchio dei castelli di Jesi" sono le varie zone di produzione: possono vantarsi della menzione di CLASSICO solo i vini Verdicchio dei Castelli di Jesi la cui produzione è avvenuta all'interno della zona più antica. I comuni interessati sono quelli posti sulle vallate a ridosso del fiume Esino delimitate dalla linea che da Ostra-Arcevia scende a sud fino a Cupramontana-Apiro. Al di fuori di questo quadrilatero, considerando anche ii comuni di Cingoli , Senigallia e Ostra viene prodotto il Verdicchio dei Castelli di Jesi nella versione "normale".

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Vino Bianco Offida DOC Passerina e Offida DOC Pecorino : storia , caratteristiche , produttori e vendita online

La storia : la denominazione di origine controllata "Offida" viene riconosciuta nel 2001 e trae il nome da un antico comune situato nella Provincia di Ascoli Piceno, già famoso per il carnevale storico. La valorizzazione del territorio e l'impiego dei due vitigni da poco riscoperti hanno permesso la nascita e lo sviluppo di questa DOC. Attualmente si sta puntando molto sull’utilizzo dei due vitigni a bacca bianca autoctoni, Passerina e Pecorino.

Il vitigno : Nella tipologia Passerina e Pecorino, il vino DOC Offida deve essere composto per almeno l’85% dai vitigni interessati. Per la tipologia Offida rosso l’uvaggio deve essere composto da uve Montepulciano (minimo 50%), Cabernet Sauvignon (minimo 30%) più altri vitigni ammessi in misura non superiore al 20%.

Le zone di produzione : comprende 22 comuni situati nelle colline della provincia di Ascoli Piceno comprese fra i fiumi Aso e Tronto, tra cui ovviamente anche Offida. La tipologia vin santo può essere prodotta solo nei comuni di Offida e Ripatransone.

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Vini Bianchi delle Marche DOC DOCG IGT

Elenchiamo qui di seguito l'elenco dei VINI MARCHIGIANI suddivisi per area territoriale. Tra i vini presenti il Bianchello del Metauro, Colli Pesaresi Bianco, Esino Bianco, il Falerio dei Colli Ascolani, il vino Passerina di Offida DOC, vino Pecorino di Offida DOC, Verdicchio dei Castelli di Jesi e il Verdicchio di Matelica.

La denominazione di origine controllata, nota con l'acronimo DOC, è un marchio di origine italiano utilizzato in enologia che certifica la zona di origine e delimitata della raccolta delle uve utilizzate per la produzione del prodotto sul quale è apposto il marchio; esso viene utilizzato per designare un prodotto di qualità e rinomato, le cui caratteristiche sono connesse all'ambiente naturale ed ai fattori umani e rispettano uno specifico disciplinare di produzione approvato con decreto ministeriale.

Tali vini, prima di essere messi in commercio, devono essere sottoposti in fase di produzione ad una preliminare analisi chimico-fisica e ad un esame organolettico che certifichi il rispetto dei requisiti previsti dal disciplinare; il mancato rispetto dei requisiti ne impedisce la messa in commercio con la dicitura DOC. Il marchio fu ideato negli anni cinquanta dall'avvocato romano Rolando Ricci, funzionario dell'allora ministero dell'Agricoltura. La denominazione di origine controllata fu istituita con il decreto-legge del 12 luglio 1963, n. 930, che si applica anche ai vini "Moscato Passito di Pantelleria" e "Marsala".

Dal 2010 la classificazione DOC, così come la DOCG, è stata ricompresa nella categoria comunitaria DOP.

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Info Vini delle Regioni Italiane

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