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Vinitaly 2017 - Il nostro resoconto

Tantissime facce, tantissimi colori. Questa è l'immagine che conserveremo delle giornate che abbiamo trascorso al Vinitaly, il salone dedicato al mondo del vino e dei distillati di cui si è appena conclusa la cinquantunesima edizione. Centinaia di metri percorsi tra gli stand, nuovi vini assaggiati, molte conversazioni stimolanti: abbiamo avuto modo di vivere a pieno l'esperienza che solo un evento come Vinitaly può creare, unendo addetti ai lavori e appassionati come nessun'altra fiera. E questo perché il vino è di tutti.

Il nostro "campo base" alla fiera è stato il padiglione 7, quello dedicato alle Marche, dove ci siamo sentiti subito a casa. Nell'aria si respirava il proverbiale orgoglio dei marchigiani, quello di sentirsi parte di una piccola patria, ricca di storia, cultura e bellezza ma spesso sottovalutata. In un contesto come il Vinitaly, dove sono presenti regioni ben più grandi e famose come il Piemonte e la Toscana (i cui padiglioni hanno dimensioni enormi) sembra che le Marche siano lì per combattere la lotta di Davide contro Golia. In realtà, se si parla di vino, il ruolo delle Marche non è affatto quello di una piccola regione. Lo dimostrano non solo l'affluenza di visitatori a cui abbiamo potuto assistere noi stessi camminando tra gli stand degli espositori che proponevano Verdicchio, Passerina, Pecorino, Rosso Piceno e Rosso Conero, ma anche la vittoria del prestigioso Premio Cangrande 2017, quest'anno ottenuto proprio da una cantina delle Marche, la Poderi Capecci di Ripatransone (AP), tra i produttori che più hanno valorizzato l'eccellenza enoica del Piceno. In generale, possiamo dire con certezza che gli oltre centoquaranta produttori provenienti dalla terra del Verdicchio hanno saputo offrire ai visitatori l'immagine più vera delle Marche del vino, un'immagine fatta di cultura, tradizione e innovazione e che resta tra le espressioni più alte e rappresentative del made in Italy. 

Quest'anno, inoltre, ai visitatori del padiglione 7 è stata data un'ulteriore possibilità per comprendere a pieno l'eccellenza enoica di questa regione: una "terrazza" delle degustazioni in cui ogni visitatore aveva la possibilità di assaggiare, servendosi da solo, 250 etichette dei migliori vini delle Marche, ciascuna disposta in frappeuse e descritta in maniera esauriente da una scheda tecnica. Un'oasi per chi voleva isolarsi per un attimo dal fragore di passi e di voci tipico dei padiglioni. Tra l'altro, quest'anno ricorre anche il cinquantenario di due delle migliori DOC marchigiane, il Verdicchio di Matelica e il Rosso Conero, e la terrazza ha rappresentato per gli eno-appassionati un'occasione in più per conoscere meglio le due eccellenze enoiche.

Discutendo con gli espositori , possiamo dire che dalla cinquantunesima edizione del Vinitaly emerge un'immagine che conferma il trand positivo dell'enologia marchigiana, un settore vivace e in continua crescita, come dimostra il numero stesso delle aziende presenti: 143 produttori, rispetto ai 128 dello scorso anno e ai 112 del 2015. Insomma, le Marche (con un export in crescita del 47% nell'ultimo decennio) rappresentano senza dubbio uno degli esempi virtuosi di un settore, quello del vino, che in Italia ha un fatturato di oltre 11 miliardi di euro (con un export che si avvicina ai 6 miliardi).

Tornando alla fiera, ovviamente non ci siamo fermati al solo padiglione delle Marche: abbiamo incontrato anche espositori dell'Emilia Romagna, del Veneto, della Sicilia, del Lazio, della Toscana, del Piemonte, della Basilicata, allacciando nuovi contatti e assaggiando nuovi interessanti prodotti , che presto proporremo ai nostri visitatori. Tuttavia, come ben sa chi è stato almeno una volta alla fiera di Verona, pochi giorni non sono è sufficienti per una visita veramente completa e approfondita dei padiglioni. Quello che conta, però, è esserci, respirare l'atmosfera di questa manifestazione e condividere, anche solo per qualche ora, la passione per il mondo del vino con chi ne fa parte. 

Tantissime facce, tantissimi colori. Come dicevamo all'inizio, questa è l'immagine che ci portiamo dietro dalla nostra esperienza al Vinitaly 2017. Le facce sono quelle dei 4300 produttori presenti quest'anno, sorridenti, pronti a raccontare con orgoglio i propri prodotti e la propria terra, nonostante le difficoltà del lavoro quotidiano, i mercati da soddisfare, gli imprevisti. Ma le facce sono anche quelle dei visitatori provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo e di tutti coloro che hanno lavorato nei padiglioni e dietro le quinte per far sì che il salone del vino si confermasse ogni anno una manifestazione straordinaria. E infine i colori: quelli dei padiglioni, degli abiti, del sole primaverile di Verona, ma soprattutto quelli del vino, unico vero protagonista del Vinitaly.

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Cantine e Produttori

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