Aprire un wine bar: quali sono i costi da affrontare?

Wine bar Wine bar

L’apertura di un wine bar è il sogno per molti appassionati di vino, con l’idea di un’atmosfera accogliente e di impatto visivo per i clienti. Il concetto di “vineria” attuale è ampio, proprio perché si ha la possibilità di ampliare i servizi offerti e far scoprire nuovi prodotti.

Perché ciò diventi realtà, oltre alla passione, è richiesta una solida esperienza e conoscenza del settore, oltre alle competenze gestionali. La burocrazia incontra le autorizzazioni necessarie per operare in regole, in aggiunta alle normative vigenti del settore. Approfondiamo meglio l’argomento.

 

 

 

Budget e costi per aprire un wine bar: che cosa prevedere?

Il budget necessario per aprire un wine bar dipende da diversi fattori, che cambiano a seconda della città, della grandezza del locale e il concept scelto. In generale, si possono individuare le spese principali da considerare, tra cui:

  • il costo dell’affitto e della ristrutturazione del locale, con un budget dedicato all’arredamento e ai lavori di adeguamento;
  • un wine bar di successo necessita di attrezzature e forniture di alta qualità, dai frigoriferi per la conservazione del vino ai bicchieri professionali;
  • costi dedicati ai plus in cucina e nei bagni, con il consiglio di attuare una strategia mirata pensando, per esempio, agli asciugamani di carta, come quelli proposti dall’azienda Click Ufficio, ottenendo quantità e qualità senza rinunce;
  • l’assortimento dei vini attraverso un investimento iniziale per le bottiglie classiche e i vini sfusi, con un budget che aumenterà in base alla selezione.

Se si prevede di assumere personale bisogna calcolare gli stipendi, i contributi e la formazione. La decisione dipende dal tipo di locale che si ha in mente e dalla sua grandezza. A queste spese si aggiungono i costi per le autorizzazioni necessarie per l’apertura, che variano a seconda del comune/città di appartenenza.

Considerando tutte queste spese, il capitale iniziale necessario per aprire un wine bar può variare dai 40.000 ai 100.000 euro, a seconda della scala del progetto.


Quali sono i requisiti per aprire un wine bar?

L’apertura di un locale di questo tipo è dettata dalla passione per il vino e il primo passo è capire quale sia il format da proporre. Per fare un esempio, un wine bar potrebbe essere una piccola enoteca con delle degustazioni, oppure un locale di tendenza che offre degli abbinamenti enogastronomici di alta qualità, fino all’ambiente raffinato con degustazione di vini pregiati di ogni parte del mondo. Definire il concept aiuta a individuare il target di riferimento e strutturare il business plan, senza confusione o spese eccessive.

Dal punto di vista burocratico è necessario aprire una Partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio. Occorre ottenere l’autorizzazione sanitaria dall’ASL e la licenza per la somministrazione di bevande e alimenti. Se si prevede di trasmettere musica, serve anche il permesso SIAE (pagabile online).

Agli aspetti formali si aggiungono le strategie di marketing, infatti un wine bar di successo dovrebbe scegliere una location adatta al contesto. Se in centro città avrà una maggiore affluenza di residenti e turisti, pensando a un arredamento accogliente capace di creare un’atmosfera accogliente e sofisticata.

Avere una formazione come sommelier o nel campo della ristorazione non è obbligatorio ma fortemente consigliato, per offrire un servizio di qualità e attento.

L’apertura di un wine bar è il sogno per molti appassionati di vino, con l’idea di un’atmosfera accogliente e di impatto visivo per i clienti. Il concetto di “vineria” attuale è ampio, proprio perché si ha la possibilità di ampliare i servizi offerti e far scoprire nuovi prodotti. Perché ciò diventi realtà, oltre alla passione, è richiesta una solida esperienza e conoscenza del settore, oltre alle competenze gestionali. La burocrazia incontra le autorizzazioni necessarie per operare in regole, in aggiunta alle normative vigenti del settore. Approfondiamo meglio l’argomento.


Budget e costi per aprire un wine bar: che cosa prevedere?

Il budget necessario per aprire un wine bar dipende da diversi fattori, che cambiano a seconda della città, della grandezza del locale e il concept scelto. In generale, si possono individuare le spese principali da considerare, tra cui:

  • il costo dell’affitto e della ristrutturazione del locale, con un budget dedicato all’arredamento e ai lavori di adeguamento;
  • un wine bar di successo necessita di attrezzature e forniture di alta qualità, dai frigoriferi per la conservazione del vino ai bicchieri professionali;
  • costi dedicati ai plus in cucina e nei bagni, con il consiglio di attuare una strategia mirata pensando, per esempio, agli asciugamani di carta, come quelli proposti dall’azienda Click Ufficio, ottenendo quantità e qualità senza rinunce;
  • l’assortimento dei vini attraverso un investimento iniziale per le bottiglie classiche e i vini sfusi, con un budget che aumenterà in base alla selezione.

Se si prevede di assumere personale bisogna calcolare gli stipendi, i contributi e la formazione. La decisione dipende dal tipo di locale che si ha in mente e dalla sua grandezza. A queste spese si aggiungono i costi per le autorizzazioni necessarie per l’apertura, che variano a seconda del comune/città di appartenenza.

Considerando tutte queste spese, il capitale iniziale necessario per aprire un wine bar può variare dai 40.000 ai 100.000 euro, a seconda della scala del progetto.


Quali sono i requisiti per aprire un wine bar?

L’apertura di un locale di questo tipo è dettata dalla passione per il vino e il primo passo è capire quale sia il format da proporre. Per fare un esempio, un wine bar potrebbe essere una piccola enoteca con delle degustazioni, oppure un locale di tendenza che offre degli abbinamenti enogastronomici di alta qualità, fino all’ambiente raffinato con degustazione di vini pregiati di ogni parte del mondo. Definire il concept aiuta a individuare il target di riferimento e strutturare il business plan, senza confusione o spese eccessive.

Dal punto di vista burocratico è necessario aprire una Partita IVA e iscriversi alla Camera di Commercio. Occorre ottenere l’autorizzazione sanitaria dall’ASL e la licenza per la somministrazione di bevande e alimenti. Se si prevede di trasmettere musica, serve anche il permesso SIAE (pagabile online).

Agli aspetti formali si aggiungono le strategie di marketing, infatti un wine bar di successo dovrebbe scegliere una location adatta al contesto. Se in centro città avrà una maggiore affluenza di residenti e turisti, pensando a un arredamento accogliente capace di creare un’atmosfera accogliente e sofisticata.

Avere una formazione come sommelier o nel campo della ristorazione non è obbligatorio ma fortemente consigliato, per offrire un servizio di qualità e attento.

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