Il vitigno Lacrima

Vitigno Lacrima Vitigno Lacrima

Nella Regione Marche e più precisamente in un paesino in Provincia di Ancona cresce prosperoso nelle verdi campagne il Vitigno Lacrima dove si produce il vino DOC Lacrima di Morro d’Alba.  

Il grappolo è di media grandezza, e così pure l’acino, che ha forma allungata. La buccia è piuttosto spessa ma assai fragile, durante gli ultimi stadi della maturazione, se caratterizzati da abbondanti precipitazioni, subisce molteplici microfratture che favoriscono la fuoriuscita di piccole goccioline di succo (lacrime). La Lacrima di Morro d’Alba è un vino che va consumato preferibilmente giovane. 

Il vitigno Lacrima predilige terreni collinari argillosi e sabbiosi, ricchi di minerali, molto permeabili e profondi. Le colline marchigiane in provincia di Ancona presentano queste caratteristiche che fanno eccellere questo vino DOC conosciuto in tutto il territorio. 

La vendemmia viene effettuata a fine settembre/ottobre, momento in cui i grappoli spiccano tra il fogliame autunnale ormai rosso. Il mosto del vino di Lacrima veniva storicamente utilizzato per tagliare altri vini, mentre oggi è vinificato in purezza. 

Questo vitigno autoctono marchigiano è di origine antichissima, il nome Lacrima di Morro d’Alba deriva dal fatto che l’acino, quando è maturo, si spacca e trasuda goccioline di succo che sembrano lacrime. Il vitigno Lacrima ha rischiato l’estinzione nel 1985 poi grazie ad alcuni viticoltori della Provincia di Ancona il vino di Lacrima di Morro d’Alba scampò alla scomparsa definitiva venendo valorizzata con i sistemi di coltura più moderni sotto la tutela della denominazione. 

Oggi, per ettari e quantità d’uva, questa varietà è la terza produzione rossa delle Marche. La DOC marchigiana “Lacrima di Morro d’Alba” viene unita anche con altri mosti di altre uve tipiche della regione che devono però concorrere in misura non superiore al 15%. Il vino rosso ricavato è di discreta struttura e di buona morbidezza, dal profumo aromatico di frutti di bosco talora di rosa.

Questo vino rosso si accompagna molto bene con prodotti tipici marchigiani, il salame di Fabriano, il salame Ciauscolo detto anche il salame che si spalma o in alternativa con primi piatti al ragù di carne bianca. Essendo un vino rosso contrariamente alle usanze possiamo accostarlo ad antipasti marinati a base di pesce azzurro o ad alcuni tipi di brodetto di pesce all’anconitana. 

Alcune varianti di questo vino rosso rientrano nelle tipologie di vino-frizzante e vino-amabile e sono consigliati da gustare a fine pasto.

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