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Dolci tipici della Campania: il Babà

Sebbene il Babà, con la sua pronuncia tipicamente napoletana che tende a raddoppiare la lettera b (alzi la mano chi non ha mai ascoltato la tipica espressione Si Nu Babbà), sia oggi riconosciuto come il dolce tipico napoletano per eccellenza, esso in realtà ha origini in parte polacche e in parte francesi.

Ad inventarlo è stato infatti il Re Stanislao Leszczyński, che ebbe l'idea di annegare un dolce tipico dell'Alsazia francese, il Kugelhupf, in una soluzione alcoolica a base di sciroppo e Tokaj, un vino liquoroso originario dell'Ungheria (lo stesso che, per evitare confusioni, ha obbligato il nostro vitigno Tocai Friulano a chiamarsi semplicemente Friulano). Successivamente, nell'esportazione del dolce verso la Francia e infine verso Napoli, il vino liquoroso Tokaj fu via via sostituito con il Ruhm. Il nome originale polacco era babka, letteralmente traducibile come "nonna" o "anziana signora": questo perché la forma del dolce ricordava le gonne a campana indossate dalle signore anziane nel vestire tradizionale polacco.


          

L'evoluzione dal Kugelhupf dell'Alsazia al Babka polacco al Babà napoletano

Fin qui la storia verosimile sulla nascita del Babà. Vi è invece la leggenda che vuole lo stesso Re Stanislao Leszczyński, stanco del dolce Kugelhupf ritenuto troppo asciutto, scagliarlo contro una tavola e finire casualmente contro una bottiglia di Ruhm. Nella versione leggendaria il nome è fatto addirittura risalire al personaggio Alì Babà de "Le Mille e una Notte" di cui il Re era un appassionato lettore.

La fantasia e l'estro napoletani, nel corso dei secoli, hanno fatto il resto: così dal babà tradizionale al Rum si è passati al Babà imbevuto nel limoncello (altro famosissimo liquore campano), per finire alle numerosissime versioni di babà farciti: babà al cioccolato , babà alla crema pasticcera, babà al caffé, babà alla frutta e chi più ne ha più ne metta.

 

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