Moscioli selvatici di Portonovo e della Riviera del Conero

Nel vernacolo anconetano il termine mosciolo o mosciulo è la storpiatura del termine muscolo, utilizzato per indicare il mollusco bivalve chiamato cozza nell'italiano corrente. Il vero nome della cozza sarebbe mitilo mediteranneo e il suo nome scientifico Mytilus galloprovincialis.

Nomenclatura a parte, quello che rende specifico il mosciolo pescato nella riviera del Conero è la riproduzione spontanea, a differenza delle comuni cozze da allevamento che vengono dalla miticoltura. La riviera del Conero, e la baia di Portonovo in particolare, grazie alla scogliera rocciosa e al mare di categoria "A" è uno dei pochissimi tratti di costa in Italia dove la cozza vive e si riproduce spontaneamente in quantità tali da poter essere pescata e venduta.

Condizione che si cerca di garantire mantenendo un costante equilibrio fra quantità del pescato e capacità riproduttive del mollusco: per la salvaguardia e la valorizzazione di questa rara specialità è nato anche un presidio slow food dedicato al mosciolo selvatico di Portonovo. I banchi di moscioli, infatti, si trovano negli scogli sotto la superficie dell'acqua (particolarmente famoso e prolifico è il cosiddetto "Trave", un lungo scoglio che si estende a pelo d'acqua per almeno un chilometro) e sono ancora pescati in maniera non intensiva, come invece fanno le temutissime vongolare.

I moscioli possono essere l'ingrediente principale di saporiti sughi di mare oppure essere mangiati da soli: al gratin o preferibilmente con olio e una spruzzata di limone, in modo da poter apprezzare pienamente il profumo di mare intenso e selvaggio che distingue queste cozze selvatiche da quelle di allevamento. Nei numerosi ristoranti della costa che vanno da Porto Recanati fino a Senigallia (molto caratteristico quello ricavato nel fortino napoleonico proprio sulla baia di Portonovo), i moscioli così preparati vengono serviti abbinati all'immancabile bottiglia di Verdicchio.

Piccola curiosità: ad Ancona i moscioli sono universalmente riconosciuti come il piatto più caratteristico, tanto da avere quasi assunto un tratto identitario, tradotto nel motto "c'avemo i moscioli e ce piace el vì" (ovviamente Verdicchio) che ogni anconetano ha pronunciato almeno una volta nella vita (se non altro allo stadio). 

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