Mezzo Secolo di DOC: il Verdicchio festeggia il passato guardando al Futuro!
- Pubblicato in News
- Letto 1709 volte
Il “giallo paglierino” più famoso d’Italia festeggia il 50esimo anniversario della DOC, Denominazione Origine Controllata, “Verdicchio dei Castelli di Jesi”: Lunedì 16 Aprile al Vinitaly , presso la Sala Arento2 –PalaEXPO, l’IMT, Istituto Marchigiano Tutela Vini, celebrerà questo importante traguardo con una degustazione di dieci grandi etichette di Verdicchio dei Castelli di Jesi che hanno contribuito, negli anni, a rendere il vino autoctono delle Marche il vino bianco fermo più premiato dalle guide italiane.
Il legame storico tra la vite e l’ambiente geografico nel territorio marchigiano risale all’epoca dei monaci benedettini,che reintrodussero e diffusero la vite tramandando alle generazioni successive le tecniche viticolo-enologiche, il miglioramento della qualità del prodotto e il perfezionamento della conservabilità del vino.
Con il contratto agrario della Mezzadria, particolarmente diffuso su tutto il territorio delle Marche, il vino diventò finalmente “alimento” delle classi rurali. Il Verdicchio acquistò poi notorietà commerciale a partire dagli anni ’50, grazie soprattutto alla famiglia Angelini che per prima introdusse il concetto di cantina come unico luogo in cui dall’uva si arrivava al prodotto finito (“dal campo alla tavola”),con l’imbottigliamento del Verdicchio nella bottiglia tipica ad “anfora” ideata dall’Ing. Antonio Maiocchi.
L’11 Agosto del 1968 nasce così la DOC “Verdicchio dei Castelli di Jesi” con il DPR della Regione Marche in cui venne delineato dettagliatamente il disciplinare di produzione.
Il documento stabilisce ancora oggi la zona di produzione, ovvero i 24 Comuni (22 nella Provincia di Ancona e 2 in quella di Macerata) entro i quali è consentita la produzione di vino Verdicchio DOC, la densità di ceppo per ettaro di impianto di coltivazione (2200), le rese delle uve in tonnellate per ettaro delle varie DOC, DOC Spumanti e DOC Superiori, rispettivamente 14t/ha per le prime due ed 11t/ha per l’ultima, ed infine la % minima del vitigno Verdicchio, pari all’85, impiegato nella produzione di vino DOC.
Si tratta di un’area molto vasta situata sulle colline della Vallesina (AN), a destra e sinistra del fiume Esino, con caratteristiche pedo-climatiche fortemente influenzate dal mare, che dista di media circa 20 Km, dall’esposizione al sole, solitamente a est-ovest, dalle brezze, dalla piovosità e dalle catene montuose che proteggono alle spalle queste zone di produzione.
Il Verdicchio è un vino dal color giallo paglierino con riflessi verdolini, fruttato con sentori di mela e pesca a polpa gialla, frutta esotica di ananas. Al gusto si presenta sapido, più o meno acido e fruttato in relazione alla zona di produzione e retrogusto tipicamente amarognolo di mandorla.
Ma i terreni che rientrano all’interno del disciplinare di produzione sono profondamente diversi tra loro, soprattutto nelle caratteristiche chimico-fisiche del suolo (prevalentemente calcareo-argilloso) nei due versanti del fiume: questo è il motivo della grande varietà di sensazioni regalate dalle tante aziende produttrici che in questi luoghi incantati rinnovano ogni anno la storia del Verdicchio.
Articoli correlati (da tag)
- Aprire un wine bar: quali sono i costi da affrontare?
- Calici per vino rosso: tutto quel che occorre sapere per sceglierli correttamente
- Quale vino usare per mantenere alta la concentrazione
- Quale vino bere in un casinò: una guida per gli amanti del gioco e del buon vino
- Nella Regione Marche troviamo la zona del Verdicchio dei Castelli di Jesi