Guida "Vignaioli e Vini d’Italia 2018": il Verdicchio Riserva "Tardivo ma non tardo" tra i miglior vini bianchi
- Pubblicato in News
- Letto 3635 volte
Torna in edicola la quinta edizione di “Vignaioli e vini d’Italia”, guida del Corriere della sera, curata da Luciano Ferrara, che racconta “storie di un numero limitato e selezionato di persone dietro alle etichette: cento personaggi nuovi o di consolidata fama, con il comune denominatore dell’autenticità”: passione, territorialità ed eccellenze sono infatti racchiuse in un elenco, in cui la vita, la passione e le storie dei vignaioli s’intrecciano con i loro vini, prodotti autentici del territorio.
100 i vignaioli sul podio con 32 miglior vini selezionati in tutta Italia: dal Piemonte alla Lombardia, dal Friuli, al Veneto e al Trentino alto Adige, dalla Toscana alle Marche: vini bianchi, rossi, bollicine e vini da dessert hanno infatti ricevuto punteggi maggiori di 90/100.
Tra i miglior bianchi, secondo il sommelier Luca Gardini, il Verdicchio dei Castelli di Jesi DOCG Riserva “Tardivo ma non tardo” dell’Azienda Santa Barbara – Stefano Antonucci, si posiziona al secondo posto con un punteggio di 97+/110. Si tratta di un vino bianco lungo e materico, con sentori di frutta tropicale e di spezie; il vino nasce da uve 100% Verdicchio raccolte con vendemmia tardiva, segue una lenta macerazione sulle fecce per due anni e successivo affinamento in bottiglia per sei mesi. Il vino si presenta molto equilibrato, ideale in abbinamento a formaggi stagionati, piatti di carne e pesce gourmet, ottimo in una serata tra amici.
L'azienda Santa Barbara nasce dall'intraprendenza di Stefano Antonucci, il quale è riuscito a costruire una realtà che nel corso degli ultimi trent'anni si è rivelata capace di esprimere la tradizione enologica marchigiana e al tempo stesso di rispondere alle attese del mercato, con una produzione annua che oggi sfiora il milione di bottiglie. Il nome della cantina è tratto dal Comune in cui l'azienda è situata - Barbara, un borgo non lontano da Senigallia (AN) - e dall'omonima martire protettrice del piccolo paese. Con oltre quaranta ettari di vigneti nei comuni di Barbara, Arcevia, Montecarotto, Serra de' Conti e che arrivano a Morro d'Alba e Cupramontana (in un'area, quindi, che in buona parte rientra nella zona classica dei Castelli di Jesi), la produzione di Stefano Antonucci si basa sia su vitigni autoctoni quali Verdicchio, Montepulciano e Lacrima, sia su uve internazionali come Merlot, Syrah e Cabernet Sauvignon.


