
Dopo l'incontro fra l'assessore jesino al commercio Olivi e il presidente dell'istituto marchigiano di tutela dei vini ( IMT , che dovrebbe subentrare all'Assivip nella gestione dell'enoteca regionale ) sembrano aprirsi spiragli sul mantenimento a Jesi dell'enoteca regionale , chiusa dal 1° Febbraio per una controversia fra Assivip e IMT da una parte e assessorato al commercio dall'altra sull'entità dell'affitto dei locali.
Inutile dire che la prospettiva di perdere un punto di riferimento importante come l'enoteca regionale è vista sfavorevolmente dai tanti enoappassionati della vallesina.

Ripercorriamo la vicenda attraverso gli articoli comparsi in questi giorni sulla testata locale "Corriere Adriatico".
Articolo del Corriere Adriatico del 5 Febbraio 2010.
Enoteca, Olivi cerca soluzioni
Definito molto proficuo l’incontro con Moroder, ma servono altri spazi per l’attività
Jesi L’incontro tra l’assessore al Commercio Daniele Olivi e il presidente dell’Istituto marchigiano di tutele dei vini, Alessandro Moroder, c’è stato. E si sarebbero aperti spiragli - stando al comunicato stampa congiunto stilato al termine del confronto - perché il futuro dell’Enoteca regionale resti jesino. Ma intanto la struttura ricettiva di via Conti resta chiusa e le prenotazioni respinte, con danni che ogni giorno saranno maggiori per la città ma anche per chi il vino lo produce e lo deve vendere.
“Incontro estremamente proficuo” hanno scritto Olivi e Moroder, e questo dà un taglio preciso alla vicenda. Moroder ha messo sul banco il ruolo di promozione che ha l’Istituto che presiede, e Olivi - con lo staff di tecnici - le iniziative del Comune per la valorizzazione delle eccellenze del territorio. Poi i problemi, che sono due: la struttura dell’Enoteca di via Conti e la condizioni per poterla gestire. Moroder chiede spazi più ampi, e Olivi si è fatto carico di studiare e rispondere in tempi stretti sulla possibilità di ampliamento della struttura con l’acquisizione di nuovi spazi limitrofi, pubblici o privati. E ce ne sono nella stessa via Conti. Moroder, a nome dell’Imt (1500 produttori di vino nelle tre province di Ancona, Macerata e Pesaro), si è detto pronto ad occupare questi nuovi spazi per alzare il tiro della promozione dei vini marchigiani, Verdicchio in primis, anche in campo internazionale.
Insomma, sarebbe stato scongiurato il rischio di portare altrove l’Enoteca regionale di Jesi. Almeno nelle intenzioni. Anche nei fatti una soluzione è possibile. Il problema non sembra essere quello finanziario legato all’affitto da pagare al Comune compensato, almeno in parte al contributo che il Comune dava all’Enoteca: basterebbe azzerare entrambi evitando inutili (o quasi) giri di dare-avere. Per gli spazi, ci sono concrete possibilità, ripetiamo, nella stessa via Conti.
Resta il problema dei tempi. L’assessore Olivi dovrà ovviamente riferire all’esecutivo sul confronto con il presidente dell’Imt. Ma il comunicato congiunto termina con l’impegno di Olivi e della Giunta per “trovare soluzione temporanee che possano permettere l’apertura dell’Enoteca regionale nel più breve tempo possibile”. Due possibilità: proseguire la gestione Assivip ancora per qualche mese, oppure gestione diretta del Comune. Meglio la prima, con il sì di Moroder.
Articolo del Corriere Adriatico del 30-01-2010
L’Enoteca regionale chiude i battenti
Mazzoni: “Inaccettabili le condizioni imposte dal Comune”. E il bando per la gestione finisce nel mirino
Jesi Da lunedì l’Enoteca regionale non funzionerà più. La struttura di via Federico Conti, inaugurata nel settembre del 2000, chiuderà i battenti. E non è chiaro se e quando riaprirà. Per ora, l’unica certezza è che il bando comunale per affidarne la gestione, scaduto una settimana fa, è andato deserto. L’Istituto marchigiano di tutela, l’unico ente a poter gestire, secondo le nuove normative europee, la promozione vitivinicola nel territorio, ha ritenuto le condizioni della gara indetta dall’amministrazione jesina “non congrue”. Lo riferisce il presidente dell’Istituto, Alberto Mazzoni. “Il consiglio di amministrazione di Imt, con voto unanime, non ha partecipato perché ha ritenuto che il bando non possa essere accettato. Non è adeguato alle aspettative del mondo produttivo di un’Enoteca regionale. E non è giusto – aggiunge – che i produttori si debbano addossare costi che non gli competono”. Mazzoni ci tiene a precisare come non sia in discussione la validità dell’Enoteca. “I produttori non vi rinunceranno – avvisa il presidente del consorzio – perché rappresenta uno strumento importantissimo per far conoscere i nostri vini. Di fatto, non abbiamo accettato il bando del Comune perché non rappresenta il mondo vitivinicolo e un’Enoteca regionale”.
Nel mirino, dunque, le condizioni imposte dal Comune per la gara, che non permetterebbero di fare una scelta all’altezza di una promozione che non sarebbe più soltanto nazionale, come faceva l’Assivip, ma anche europea e internazionale, come già sta facendo l’Istituto marchigiano di tutela. Sta di fatto che adesso, a gestire la struttura di via Conti, che in questi dieci anni ha fatto conoscere i vini della nostra regione a migliaia di turisti e portato avanti iniziative di alto spessore, unendo cultura, manifestazioni, spettacolo e promozione del territorio, non ci sarà nessuno.
“A rimetterci sarà il territorio se la struttura non potrà riaprire – osserva con amarezza il direttore dell’Assivip, finora anima e mente dell’Enoteca, Giancarlo Rossi – e quello che è stato un biglietto da visita e un punto di riferimento per tanti turisti diventerà simbolo di un fallimento. Quello che auspico è che la parte pubblica e i produttori possano trovare un punto di intesa per non disperdere quanto realizzato in questi dieci anni”.
L’Assivip è ormai fuori dai giochi perché è cambiata la politica di promozione vitivinicola, che non potrà che passare per gli Istituti di tutela. Ma i consorzi, anche quello marchigiano, sono comunque formati da loro: dai produttori. Il vero nodo, dunque, sembra proprio il bando comunale, e le condizioni in esso contenute. L’assemblea dei soci dell’Assivip ha deciso ieri l’altro di bocciare la richiesta dell’Amministrazione di prolungare il contratto di gestione sino alla fine di febbraio. Sì, oltre al no dell’Istituto di tutela, è arrivato anche quello dell’Assivip.
Per uscire dall’empasse dopo la gara deserta, infatti, il Comune ha chiesto all’associazione dei produttori di continuare per un altro mese per non interrompere l’attività. Evidentemente, c’è l’intenzione di fare un’altra gara. Ma anche per l’Assivip hanno pesato le ristrettezze economiche. Rossi si limita a dire che “è stato un voto sofferto. Ma alla fine hanno prevalso i no. Speriamo comunque che l’interruzione dell’attività possa restare solamente una parentesi e che l’Enoteca jesina possa quanto prima riaprire i battenti. Anche se al momento le prospettive non sono affatto chiare”.
Certamente cambierà il tipo di promozione, che dovrà essere curata dal consorzio di cui è presidente Mazzoni, ma non sarà messa in discussione l’enoteca. Tutto sta vedere se il nuovo bando, che l’amministrazione comunale dovrebbe emanare a breve, riuscirà a garantire gli strumenti per una gestione adeguata e di conseguenza a convince i produttori del consiglio di amministrazione dell’Istituto di tutela a prendere in carico la struttura di via Conti.
Articolo del Corriere Adriatico del 31-01-2010
Le ultime ore dell’Enoteca regionale
L’assessore Petrini: “L’Istituto marchigiano di tutela potrebbe decidere di portarla altrove”
Jesi Domani chiude l’Enoteca regionale di via Conti. Dopodomani s’incontrano l’assessore al Commercio Daniele Olivi e Alessandro Moroder, presidente dell’Istituto marchigiano di tutela (Imt). Argomento ufficiale dell’incontro è il contratto elaborato dal Comune per la gestione dell’Enoteca, fortemente contestato dall’Imt e praticamente annullato dal fatto che nessuno ha accettato le condizioni di gestione. In realtà gli argomenti di confronto saranno molti. Olivi sarà affiancato dal suo staff e Moroder dal direttore dell’Imt Alberto Mazzoni che, sulle cronache di ieri, ha attaccato il Comune e il suo “inaccettabile capitolato, redatto come se l’enoteca di via Conti fosse comunale e non regionale”.
L’assessore Olivi e il presidente Moroder non si sbilanciano, promettendo dichiarazioni e comunicati dopo l’incontro di martedì. Si sbilancia, invece, l’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Petrini. “L’Europa ha stabilito che soltanto i consorzi di tutela possono gestire la promozione dei vini - e sarà una promozione importante visto che disporremo di 15 milioni nel triennio 2010-2012. Saranno i consorzi a decidere strategie e località, e l’Imt lo farà nelle province di Ancona e Macerata. Non conosco bene le loro intenzioni - prosegue Paolo Petrini - ma credo di poter dire che non rinunceranno certo all’Enoteca regionale di Jesi, ma in una sede diversa e con programmi parzialmente diversi”.
Alberto Mazzoni, direttore dell’Imt qualche dichiarazione la fa, eccome se la fa: “Sia chiaro, anzi chiarissimo, che l’Imt non ha alcuna intenzione di portare via l’Enoteca regionale da Jesi, ma nella sede attuale di via Conti la capienza massima è di 32 persone compresi gestori e sommelier”. In realtà il problema della capienza è annoso e sottolineato spesso da Giancarlo Rossi, direttore di Assivip e dell’Enoteca, da lunedì ex.
E Mazzoni prosegue: “L’Enoteca regionale dà lustro alla città che la ospita, e quindi il Comune non può pretendere che il gestore dell’Enoteca paghi l’affitto, è un’assurdità e in nessun’altra parte d’Italia avviene qualcosa di simile. Credo, anzi ne sono certo - conclude Mazzoni - che il presidente Moroder farà presente tutto questo al Comune di Jesi nell’incontro di martedì prossimo, anche perché ritengo che l’assessore Olivi abbia recepito che l’Istituto marchigiano di tutela è l’unico autorizzato a promuovere i vini sul territorio provinciale”.
Domani l’Enoteca chiude. Ma né il Comune né l’Imt hanno interesse che lo resti a lungo. Anzi, che non riapra subito. La proposta fatta da Olivi per proseguire un altro mese, è stata respinta da Moroder. Ma tra persone intelligenti che si incontrano per discutere i problemi, c’è l’intenzione di trovare soluzioni. Anche se non si riesce ancora a capire se il problema sia la logistica dell’enoteca di via via Conti, oppure il canone d’affitto preteso dal Comune. Martedì si saprà, forse.
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