Newsletter guida-vino.com : Novembre 2009 III
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Gli appuntamenti di Novembre 2009 : Fiere , sagre , manifestazioni enogastronomiche
Una volta era talmente diffusa , soprattutto nelle fasce più umili della popolazione , da essere definita il "cibo dei poveri" , per la sua alta resa per ettaro e per la capacità di crescere in condizioni climatiche avverse e in simbiosi con altre colture , quali ad esempio il mais , alle quali non sottraggono significativamente le sostanze nutritive del terreno che condividono.

Stiamo parlando della cicerchia , legume la cui coltura negli ultimi cinquant'anni è stata quasi completamente abbandonata , tanto da rischiare l'estinzione , almeno per la sua varietà "marchigiana" ( minuta e spigolosa , a differenza di quella più grande e omogenea che è coltivata estensivamente in alcune zone del mediterraneo ). La sua sopravvivenza si deve alla testardaggine di alcuni contadini della zona di Serra de' Conti che hanno continuata a coltivarla in terreni privati e , negli ultimi anni , ad associazioni come Slow Food che le ha dedicato un presidio ( una storia che si ripete , quella della testardaggine marchigiana , dato che un discorso analogo si può fare per vitigni autoctoni come il vitigno lacrima e il vitigno pecorino ).
Il Presidio Slow Food della Cicerchia di Serra de' Conti e la Festa della Cicerchia che ogni ultimo week-end di Novembre ne promuove il recupero , fanno sì che ormai nel centro Italia chi dice Cicerchia dice Serra de' Conti. Quest'anno la Festa della Cicerchia si svolgerà dal 27 al 29 Novembre e prevede , oltre alle cantine del Buon Gusto dislocate per le vie del centro storico di questo bel borgo medioevale , una nutrita dimostrazione di antiche arti e mestieri e una serie di convegni dedicati alla biodiversità e al recupero delle tradizioni contadine e culinarie di cui enti come Slow Food si fanno portavoce.
Di seguito alcuni immagini delle precedenti edizioni della Festa della Cicerchia :



Le Offerte e le promozioni del mese di Novembre : il nostro catalogo si popola delle eccellenze Marchigiane. Oggi vi presentiamo gli straordinari vini della Fattoria Coroncino , presto altre eccellenze in arrivo.
La caratteristica principale di questo verdicchio , come del resto di tutti i prodotti della cantina di Lucio Canestrari, sta nella particolarità e stravaganza dei profumi. Il Gaiospino fumè deriva da uve verdicchio in purezza, fermenta e rimane sui propri lieviti per circa due anni in botti da 500 litri prima di passare alla fase dell'imbottigliamento. Questo procedimento, attento e scrupoloso, è il segreto della sua impareggiabile bontà.
Giallo oro, pieno raggiante e brillante. Dalla mescita notiamo subito la bella consistenza e pesantezza elegante nel bicchiere. Goccioline ed archetti che si evidenziano e cadono lentamente e fitti lungo le pareti del calice. Pieno di frutta ed etereo per certi aspetti, quello che rimane per primo impresso nei ricordi è il profumo avvolgente ed inebriante di miele, tropicale, burro, mela cotogna e confettura a fondo giallo. Ma quello che gratifica ancora di più è la sensazione anche speziata e il gusto fumato che deriva sicuramente dal legno grande e dalla lunga permanenza sul lievito.
In bocca l'equilibrio è raggiunto con stesse sensazioni di persistenza ed intensità. Caldo ed avvolgente dal gusto dolce che cattura. Nonostante la gradazione alcolica sia notevole, circa 14,5 gradi, gode di buona beva a dimostrazione delle belle sensazioni che provoca. I profumi e i sapori si protraggono ed evolvono a lungo.
Principalmente indicato per preparazioni complesse a base di salmone, ma anche sushi e secondi piatti di pesce aromatici.

Stravagante riflesso del produttore, lo Stragaio viene prodotto con uve verdicchio in purezza provenienti dai vigneti di proprietà dell'azienda. La raccolta delle uve avviene in epoca tardiva e lievemente attaccate da muffe nobili. Il mosto fermenta e matura per un quarto in botti di legno da 500 litri che conferiscono al vino carattere, spirito e particiolarità di profumi.
Giallo oro intensissimo, pieno e luminoso con riflessi altrettanto carichi che ricordano grandi vini passiti. Con lo Stragaio bisogna uscire dagli schemi e dalle consuetudini, infatti sia dal colore che dai profumi sembrerebbe di essere di fronte a un vino da meditazione e da dessert, invece questo tipo di vino abbraccia tutto i probabili abbinamenti. Uno sclancio verticale di aromi che iniziamo con richiami di pesca sciroppata, meloni maturi, cotogne, uva appassita, confetture di albicocca fino ad arrivare al gusto caramellato ed etereo di liquirizia e vaniglia.
Estremamente persistente e duraturo, non appena lo mettiamo in bocca il gusto trova lo stesso identico piacere della vista e dell'olfatto. Caldo, avvolgente, rotondo, impressiona per il corpo sostenuto e l'equilibrio perfetto tra alcool e freschezza. Nel finale la delicata sapidità aiuta a bilanciare ulteriormente la morbidezza. Qualità eccelsa, alcolicità, freschezza e presenza di acidità fanno capire che questo Verdicchio nel corso degli anni accrescerà le sensazioni organolettiche con una longevità sicuramente decennale.
Nonostante la complessità gustativa, troviamo facile abbinarlo a piatti strutturati anche a base di pesce. Sicuramente per un vino esuberante come questo la preparazione dovrà essere allo stesso tempo ricca di classe ed estro. Molluschi e crostacei cotti su fondi grassi.

Ci permettiamo di vantarci di conoscere di persona il produttore di questa rarità sopraffina. Difficile, quasi impensabile trovare una bottiglia di questa eccellenza nata dalla terra ed allevata dal sole. Prodotto con uva Verdicchio in purezza il Bambulè si colloca nel top dei vini da meditazione e da dolce. Per una questione di legislazione non troviamo in etichetta nè l'annata nè la classificazione ad una denominazione ma il grandissimo Lucio, seguendo la filosofia della cantina e soprattutto del risultato ottenuto, non se ne dispiace. Anzi, tutto questo contribuiscde ancora di più ad accrescere il prestigio di questo imparagonabile prodotto. Le uve come dichiarato in etichetta sono stramature e passano a fermantare prima ed evolversi poi in botti di legno nuovo di varie dimensioni per un periodo di cinque anni.
Il risultato di tanto tempo lo scopriamo in un colore giallo oro ambra, dai riflessi caldi, pieni ed inebrianti. Goccioline fittissime e pesanti che quasi si confondono ad un nobile cognac catturano lo sguardo e sono già fonte di dibattito. I profumi si susseguono a lungo ed intensamente ed il ricordo cade inevitabilmente in una dolce nota fruttata di cotogna, albicocca, miele di frutta, arancia candita, fichi, frutti dolci e zuccherini. Le finissime note si concludono in bocca con morbidezza ed avvolgente rotondità. Ricco di alcool, 16.5 gradi in etichetta, resta un residuo zuccherino che ben supporta una sorprendente acidità ancora marcata nonostante il lungo periodo che lo separa dalla vendemmia. Il gusto originale è fitto di note abboccate, frutti mature e cenni di speziato.
Abbinato a formaggi di nobile stagionatura a temperature più basse o servito in compagnia di amici con qualche grado in più. Sicuramente un'esperienza da provare per pochi fortunati.

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