
Una volta era talmente diffusa , soprattutto nelle fasce più umili della popolazione , da essere definita il "cibo dei poveri" , per la sua alta resa per ettaro e per la capacità di crescere in condizioni climatiche avverse e in simbiosi con altre colture , quali ad esempio il mais , alle quali non sottraggono significativamente le sostanze nutritive del terreno che condividono.

Stiamo parlando della cicerchia , legume la cui coltura negli ultimi cinquant'anni è stata quasi completamente abbandonata , tanto da rischiare l'estinzione , almeno per la sua varietà "marchigiana" ( minuta e spigolosa , a differenza di quella più grande e omogenea che è coltivata estensivamente in alcune zone del mediterraneo ). La sua sopravvivenza si deve alla testardaggine di alcuni contadini della zona di Serra de' Conti che hanno continuata a coltivarla in terreni privati e , negli ultimi anni , ad associazioni come Slow Food che le ha dedicato un presidio ( una storia che si ripete , quella della testardaggine marchigiana , dato che un discorso analogo si può fare per vitigni autoctoni come il vitigno lacrima e il vitigno pecorino ).
Il Presidio Slow Food della Cicerchia di Serra de' Conti e la Festa della Cicerchia che ogni ultimo week-end di Novembre ne promuove il recupero , fanno sì che ormai nel centro Italia chi dice Cicerchia dice Serra de' Conti. Quest'anno la Festa della Cicerchia si svolgerà dal 27 al 29 Novembre e prevede , oltre alle cantine del Buon Gusto dislocate per le vie del centro storico di questo bel borgo medioevale , una nutrita dimostrazione di antiche arti e mestieri e una serie di convegni dedicati alla biodiversità e al recupero delle tradizioni contadine e culinarie di cui enti come Slow Food si fanno portavoce.
Di seguito alcuni immagini delle precedenti edizioni della Festa della Cicerchia :

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